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42° Saggio Danza Più

Grazie a tutti!

Un piccolo anticipo del video BEHIND THE SCENES, il dietro le quinte, sulla realizzazione del 42° Saggio Danza Più: Il Mago di Oz.

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Dal 1 giugno al 5 luglio Danza Più offre la possibilità di pre-iscriverti al Nuovo Anno 2018-2019 con imperdibili offerte

Danza Più è nata a Fonte Nuova nel 1976.

La nostra filosofia è promuovere e far conoscere la danza come arte e cultura.

Ad oggi è una Scuola di Danza e uno Studio Pilates&Gyrokinesis®, che integra un corretto insegnamento della danza con una profonda conoscenza del proprio corpo.

Da 42 anni siamo specializzati nella danza classica e moderna, e ne seguiamo aggiornamenti ed evoluzioni.

All’interno del percorso didattico inoltre i nostri allievi, oltre a formarsi in danza classica e moderna studieranno anche:

– Danza di Carattere
– Tecniche di supporto quali: il Pilates e la Gyrokinesis®

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I movimenti degli arti inferiori rispetto al tronco hanno il loro fulcro sul bacino, più specificatamente sull’articolazione coxofemorale, è questo l’elemento che ci permette di camminare, che sostiene il peso del corpo e deve resistere alle sollecitazioni gravitazionali.

La struttura è tale da attutire le sollecitazioni gravitazionali; la colonna è centrale e verticale mentre le facce dell’articolazione coxofemorale sono inclinate in avanti e in basso, il collo del femore ha un angolo di circa 90° rispetto alla cavità in cui si inserisce la testa, ed ha un angolo di circa 120° rispetto al corpo del femore, il femore ha poi un’inclinazione che va dall’alto verso il basso e dal lato al centro. In tal modo le sollecitazioni che partono dal piede non arrivano in linea diretta alla testa ma sono frammentate, e quindi ridotte.

L’articolazione coxofemorale è composta da quattro ossa.  Per il versante bacino partecipano le tre ossa che lo costituiscono ovvero l’osso pubico in avanti e medialmente, l’osso ischiatico in basso e l’osso iliaco posteriormente e lateralmente, queste formano la cavità acetabolare.

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La sbarra a terra

Aprile 12, 2018

La sbarra a terra è una tecnica di supporto utilizzata dai danzatori durante le lezioni per migliorare la tecnica e perfezionare i movimenti.

L’idea della “barre à terre” o “barre au sol” si deve a Boris Kniaseff, un ballerino e maestro russo che negli anni ’50 ha insegnato danza a Parigi. Secondo alcuni il maestro fu costretto ad utilizzare questo nuovo metodo d’insegnamento perché nell’edificio storico dove teneva le sue lezioni non era permessa l’istallazione delle classiche sbarre da danza. Secondo altri invece Kniaseff fu semplicemente ispirato degli artisti del circo Medrano che si esercitavano per lo più con movimenti a terra.

Anni più tardi la paternità della tecnica è stata anche rivendicata da Zoula de Boncza, una ex ballerina dell’Opéra-Comique che ha inoltre racchiuso l’idea in un libro “La danse classique sans barre” interamente incentrato sulla sbarra a terra.

Quel che possiamo affermare con certezza è che sicuramente il metodo ha riscosso grande successo in tutto il mondo, con ulteriori sviluppi in Inghilterra (Maria Fay) e negli Stati Uniti (Zena Rommett).

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Buona Natale da Danza Più

Dicembre 18, 2017

Danza Più News
augura a tutti
Buone Feste

e vi da appuntamento a gennaio
con l’uscita degli articoli della sezione News, pubblicati ogni 1a e 3a settimana del mese, con tante informazioni sul mondo della Danza e non solo…
Da quest’anno il nostro blog si arricchisce inoltre di nuove e professionali collaborazioni.

Continuate a seguirci

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Il sipario si alza, le luci si sono spente e la musica riempie la sala; una ballerina comincia ad eseguire la sua performance artistica compiendo movimenti complessi, al limite dell’equilibrismo, piroette, salti, piegamenti come fossero passi quotidiani. 

Come riesce ad eseguirli senza cadere e senza perdere la consapevolezza della posizione in cui si trova in ogni istante?

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Sappiamo tutti quanto sia importante mangiare correttamente e ancor di più vi è uno stretto legame tra una corretta nutrizione e prestazione atletica, qualunque sia lo sport preso in considerazione, danza compresa. Diventa particolarmente interessante se si parla di sport nell’infanzia e nell’adolescenza, periodi nei quali alle esigenze per l’attività fisica si vanno a sommare quelle per l’accrescimento e le altre attività tipiche dell’età. In questa fase della vita l’alimentazione è un fattore cruciale non solo per garantire buoni risultati sul campo, ma anche e soprattutto per una buona crescita e un buon rendimento nelle attività scolastiche. Si tratta di un periodo delicato nel quale l’organismo è in formazione. Una alimentazione errata, per eccesso o difetto, per qualità e quantità, non soltanto può pregiudicare la prestazione atletica ma, cosa molto più importante, può portare a problemi nell’accrescimento che a loro volta potranno essere causa di problemi ancor più severi nell’età adulta; dal sovrappeso, all’obesità, al corteo di patologie che queste si portano dietro fino al sottopeso, alla dismenorrea o ai disturbi del comportamento alimentare tipici di atleti che praticano sport con rigidi requisiti estetici o categorie di peso.

Il sovrappeso e la successiva obesità infantile sono condizioni che non vanno sottovalutate, anzi. In continuo aumento, i bambini in forte sovrappeso sono a rischio di numerose patologie sia nel breve termine sia nel lungo periodo ovvero in età adulta. Un recente studio tutto italiano ha evidenziato come già in età infantile, i chili di troppo possano predisporre a malattie gravi quali diabete e patologie cardiovascolari.
Vi sono alcuni fattori di rischio da tenere in considerazione:  

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