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Visualizzazione: la formazione di un’immagine mentale di qualcosa

L’immaginazione è in grado di agire, anche a livello cellulare, sul nostro corpo.

La visualizzazione è una tecnica che consiste nel creare delle immagini mentali. Per esempio, nella danza si possono visualizzare dei movimenti precisi con lo scopo di:

– migliorare la percezione del tuo corpo e cosa avviene durante il movimento
– aiutare a percepire le connessioni tra le varie parti del corpo e il loro movimento
– rafforzare la capacità di ricordare una serie di passaggi
– preparare la mente e il corpo a ciò che accade, come quando ripeti un esercizio più e più volte per allenarti.

È stato dimostrato che incorporare la visualizzazione nell’allenamento del danzatore aumenta l’efficacia della performance.
Quando praticarla? Durante la tua giornata o quando il corpo inizia ad essere stanco, per cui ripetere nuovamente un determinato esercizio non aiuta. A quel punto fermati, sdraiati e visualizza quello che stavi provando.

Un consiglio per i ballerini: includi come pratica giornaliera da 10 a 20 minuti di visualizzazione.

Scoprirai come questo migliora la sintonia del movimento del corpo e aiuta a focalizzare gli obiettivi tecnici.

Anche visualizzare richiede pratica! Ecco alcuni consigli da cui partire:
– trova un momento dove dedicarti a questa pratica
– crea un ambiente adatto, confortevole e lontano da distrazioni
– chiudi gli occhi e concentrati
– se hai piacere puoi mettere della musica o rimanere nel silenzio
– concentrati sui dettagli e le sensazioni del corpo/movimento/passo su cui hai scelto di lavorare

Se ti stai preparando per un’esibizione, ecco 4 suggerimenti in più:
– l’ambiente mentale che costruirai dovrà essere più verosimile all’esperienza che andrai a vivere
– aggiungi profumi che richiamano l’atmosfera (possono essere le scarpette di danza, la lacca per capelli, qualsiasi cosa)
– aggiungi la musica in sintonia con il lavoro che andrai ad eseguire
– focalizzati su 1 obbiettivo preciso per ogni visualizzazione

I ballerini spesso elogiano la memoria muscolare e si eserciteranno fino a quando non dovranno più pensare alla coreografia. La visualizzazione permette, grazie all’utilizzo di immagini mentali, di simulare il risultato desiderato, creando un’esperienza coinvolgente nella quale corpo e mente si connettono liberi da vincoli fisici.

 

                                                             Flavia Cheli

Come in ogni forma di attività fisica intensa, anche nella danza il corpo può essere soggetto a infortuni di diverso tipo. In questo articolo proveremo a individuare le diverse tipologie di infortuni e i modi per prevenirli. Come ogni disciplina, se praticata con criterio e consapevolezza, la danza non comporta danni alla nostra salute. L’infortunio spesso si presenta quando si sta sbagliando qualcosa.

Premesso che praticare danza a livello amatoriale o professionistico può essere ricollegato a diverse forme di infortunio, se nel primo caso generalmente non ci sono patologie particolari (eccezion fatta per gli infortuni legati ad una tecnica errata, cadute o eventi accidentali) nel secondo caso, invece, l’eccessiva mole di lavoro può portare a infortuni legati ad affaticamento muscolare da sovraccarico che possono, di conseguenza, condizionare negativamente la tecnica e il movimento del danzatore. Infatti, il sovrallenamento porta in molti casi ad un calo della performance, a mancanza di energia e di concentrazione.

 

Generalmente, nella danza le parti del corpo più soggette a infortuni sono:

Ginocchia e caviglie: salti, giri, cambi di direzione, il tutto magari in punta e in velocità, se si è stanchi o si perde il focus possono causare piccoli dolori, distorsioni o, in casi più gravi, lesioni.
Articolazione coxofemorale: in questo caso i fastidi percepiti sono dovuti soprattutto a movimenti in en-dehors (extrarotazione).
Piede: l’uso frequente e costante delle scarpette da punta può portare a calli, vesciche, duroni o traumi alle unghie. Si può verificare il problema dell’alluce valgo a causa di stress eccessivo o tecnica errata, o di fascite plantare.
Colonna vertebrale: i fastidi più rilevati sono quelli a livello lombare. Possono essere causati dalla posizione assunta mentre si danza, dalla sollecitazione eccessiva dei paravertebrali o dai contraccolpi dovuti dai salti. Fastidi possono verificarsi a anche a livello cervicale, sempre a causa dell’impostazione rigida del busto.
In sostanza, la flessibilità richiesta, la ripetizione elevata dello stesso esercizio, la postura tecnica ecc. possono portare a piccoli dolori alle articolazioni più sollecitate.
A questi possono aggiungersi traumi di tipo muscolare (contratture, stiramenti, strappi), mentre sono rare le fratture da stress.
È necessario sottolineare che l’insieme di questi problemi abbia probabilità di verificarsi soprattutto quando non si pone attenzione ad alcuni aspetti che ora analizzeremo.

Come possiamo evitare infortuni?

1) Ambiente adatto: è importante praticare la danza solo in scuole che dispongono di sale idonee e attrezzate allo scopo. In un nostro articolo, ad esempio, abbiamo affrontato l’importanza del pavimento in una sala di danza.
2) Riscaldamento e stretching: è consigliato e dimostrato dalla scienza come sia efficace dedicare del tempo per preparare il corpo al movimento sia prima della lezione di danza (riscaldamento e mobilità) sia dopo (stretching).
3) Tecnica corretta: la tecnica è la base della danza. La giusta postura e posizionamento del corpo sono funzionali alla disciplina. Pertanto un loro rispetto consente di muoversi nel modo più efficiente e sicuro possibile. Una tecnica errata potrebbe portare al sovraccaricamento di alcune parti del corpo con maggiore possibilità di incidenti. In questo caso la differenza la fa l’insegnamento. Assicurarsi di essere seguiti da persone competenti e preparate è importantissimo!
4) Ascoltarsi: nessuno è un supereroe invincibile, il corpo ha bisogno di riposo e tempi di recupero quando è soggetto a sforzo. Essere consapevoli delle proprie capacità e delle proprie necessità è ascoltare il proprio corpo. A volte fermarsi e non eccedere non significa essere deboli o da meno ma semplicemente lungimiranti!
5) Idratazione e alimentazione: acqua e cibo sono le fonti del sostentamento per l’essere umano. Ogni volta che facciamo movimento fisico il nostro dispendio calorico aumenta e la sudorazione porta a una perdita di liquidi e sali minerali. Assicurarsi delle buone scorte prima, durante e dopo la lezione di danza è utile a mantenere sempre il focus e alte le energie. In questo articolo abbiamo parlato di quanto un’adeguata alimentazione possa incidere sulla prestazione .
6) Equipaggiamento corretto: oltre a essere più a nostro agio, un adeguato equipaggiamento (abbigliamento e scarpe) permette si svolgere gli esercizi in sicurezza. Tessuti morbidi, comodi e aderenti al corpo possono simulare una seconda pelle consentendoci di muoverci più liberamente. Quando è più freddo, dei tessuti caldi possono inoltre tenere i muscoli e le articolazioni più calde, riducendo quindi la possibile insorgenza di infortuni causati da movimenti eseguiti a freddo. Ovviamente fondamentali nella danza sono le scarpe. Assicurarsi una scarpa buona e adeguata al proprio piede permette di danzare con maggiore comodità e sicurezza.
7) Integrazione di altre attività (pilates, yoga, rafforzamento muscolare, GYROKINESIS® GYROTONIC®ecc.): uno dei modi più efficaci per evitare infortuni è rafforzare la muscolatura, migliorare l’elasticità e la mobilità.
In questo caso possono essere utili una serie di attività complementari. Un esempio è il pilates, di cui abbiamo parlato qui.

Antonella Manili

FONTI
www.giornaledelladanza.com

Traumi più comuni nella danza

 

 

La respirazione è un’attività inconscia che compiamo quotidianamente per vivere: attraverso la respirazione – e lo scambio tra anidride carbonica e ossigeno – avviene l’ossigenazione del sangue, il quale trasporta l’ossigeno in tutte le cellule del corpo.

Durante l’attività fisica il corpo ha ancora più bisogno di ossigeno. In questo caso saper respirare nel modo giusto può aiutare a essere più resistenti, ma non è tutto.

In generale, è possibile identificare due tipologie di respirazione: quella toracica e quella diaframmatica.

• La respirazione toracica è caratterizzata dall’inalazione di aria che viene inglobata nella parte superiore del torace (nell’inspirazione si alzano le clavicole e le prime coste).

• La respirazione diaframmatica è caratterizzata dall’inalazione di aria che viene spinta nella parte inferiore del torace, con una estensione laterale del busto.

Tra le due, la respirazione diaframmatica è quella considerata più “naturale” per specie umana, anche se, per vizi determinati da abitudini errate o posture scorrette, molte persone sono solite respirare più “di torace”.
Per tale ragione, è importante imparare ad utilizzare il diaframma.

La respirazione diaframmatica

È dimostrato che la respirazione diaframmatica sia di grande aiuto in quanto consente un rilassamento fisico e mentale, agendo in concreto sull’umore, sulle tensioni, sul funzionamento dell’apparo digerente e sulla postura. Anche per questa ragione, in situazioni di ansia e di stress come quelle legate ad una esibizione artistica, saper respirare bene può essere di grandissimo aiuto. In quanto tale, infatti, la respirazione diaframmatica garantisce una migliore ossigenazione del sangue e una riduzione dei battiti cardiaci.

Nella danza la respirazione può risultare una grande amica anche per dare più dinamismo ed espressività ai movimenti.
Cosa fare per respirare bene e sfruttare la respirazione a proprio vantaggio?

Avere consapevolezza del respiro

È vero che la respirazione è un’azione automatica e per lo più inconscia ma essere capaci di controllare il proprio respiro è importante e ha impatti positivi sulla performance, consentendo di migliorare l’esecuzione dei movimenti con un maggiore controllo. Il primo strumento utile per essere consapevoli della propria respirazione è ascoltarsi ed entrare in connessione con il proprio corpo, ricercando un ritmo stabile se si è a riposo o cercando di coordinare la respirazione al movimento in caso si stia danzando.

Un esercizio utile per imparare ad ascoltarsi prevede di sdraiarsi supini con le gambe piegate, con una mano appoggiata sulla pancia e una sullo stomaco. Iniziando a respirare (in modo più naturale possibile) ispirate con il naso gonfiando solo la pancia (cercando di tenere il più fermo possibile il torace) ed espirate con la bocca sgonfiando la pancia. Il modo in cui le mani si muovono dà consapevolezza sulla propria respirazione (se più toracica o più diaframmatica). Esercitarsi con costanza consente di apprendere e far proprio il movimento per poi applicalo anche mentre si cammina o si danza.

Non trattenere il respiro

Uno degli sbagli più grandi quando si è in movimento (eccetto in casi di sforzi maggiori che richiedono una grande compattezza del Core) è trattenere il respiro. Quando si è sotto tensione spesso si finisce per non respirare. Questo porta solo ad una maggiore rigidità del corpo e peggiori capacità di recupero. L’esperta di tecniche di respirazione Lynn Martin consiglia ai danzatori di concentrarsi nel mantenere allo stesso volume l’inspirazione e l’espirazione. Nel caso di una danza molto aerobica – che comporta una respirazione maggiore – Martin consiglia di regolarizzare la fase di inalazione, per poi concentrarsi sullo spingere fuori più aria possibile in fase di espirazione, in quanto un’espirazione completa permette di avere più spazio nei polmoni per nuova aria (e nuovo ossigeno).

Coordina la respirazione con il movimento

Coordinare l’inspirazione e l’espirazione con alcuni gesti o movimenti può aiutare a personificare alcune qualità artistiche. Ad esempio, inspirare mentre si alzano le braccia suggerisce maggiore leggerezza, mentre l’espirazione guida le braccia verso il basso, come se il movimento partisse dalla parte centrale del torace. I movimenti di chiusura del busto si conciliano meglio con il momento di espirazione, quelli invece di estensione con l’ispirazione.

                                                                                                                                                      Antonella Manili

Fonti:

https://www.dancemagazine.com/use-breathe-enhance-movement-2653701526.html?rebelltitem=4#rebelltitem4

https://giornaledelladanza.com/danza-e-respirazione-tutti-i-benefici-per-imparare-a-farlo-in-modo-giusto/

https://www.my-personaltrainer.it/respirazione-diaframmatica.html

https://fisiomedfrascati.it/il-diaframma-e-la-respirazione-diaframmatica/#:~:text=Quali%20sono%20le%20tipologie%20di,nella%20parte%20inferiore%20e%20lateralmente

 

 

La Danza va ben oltre una semplice coreografia. Ciò che si cela dietro una spettacolare performance è un lavoro di continuo perfezionamento tecnico ed esecutivo.
Per eseguire correttamente un passo è fondamentale comprenderlo e correggere gli errori commessi durante la sua esecuzione. Solo dopo aver appreso le varie dinamiche che lo costituiscono sarà possibile interiorizzarlo e, successivamente al lavoro mentale, riprodurlo con il corpo.

Nella nostra scuola viene data una grande importanza alla spiegazione e alla correzione del movimento. Fondamentale è che l’allievo comprenda i propri errori esecutivi e che venga guidato dall’insegnante nella loro risoluzione, attraverso un lavoro che si svolge sul singolo allievo e sulle sue personali criticità nei confronti di un movimento. Ognuno, infatti, è diverso e può quindi avere proprie difficoltà che possono coincidere o meno con quelle dei compagni di corso. È dunque necessario, dopo aver illustrato le generalità di un esercizio o passo, concentrarsi sul singolo e seguirlo nel suo percorso di apprendimento.

È importante comprendere la dinamica di un movimento per eseguirlo al meglio e non cadere in alcuni errori di esecuzione che, se divenuti meccanici, possono rivelarsi dannosi per la salute del ballerino.
A questo proposito vediamo da vicino alcuni classici errori di esecuzione che, se non corretti in tempo, potrebbero sfociare in atteggiamenti difficili da modificare.

Uno dei primi, tra I più tipici all’interno della danza classica, è il movimento di “rotazione” delle gambe e dei piedi.
Fondamentale è ruotare i piedi senza forzarli, altrimenti si rischia di creare stress ai tendini, provocando loro infiammazione. I piedi devono essere allineati con le ginocchia, in modo da compensare correttamente il peso.

Altro aspetto cui prestare attenzione riguarda la schiena e la postura da assumere. Una postura scorretta può provocare una distorsione della colonna e, di conseguenza, creare danni in vari parti del corpo. Il core può perdere la capacità di supporto, il bacino, se piegato in avanti o inclinato indietro, può limitare la gamma di movimento nei fianchi.

Un ulteriore errore in cui può cadere un ballerino è quello di arricciare il piede. Ciò impedisce al piede di essere una base stabile per il corpo, di sostenere il peso e comporta un’infiammazione dei tendini. Il ballerino deve acquisire consapevolezza dei punti del piede sui quali poggiare il peso, in modo da rendere il lavoro automatico.

Altro problema che riguarda maggiormente i ballerini di danza classica è l’eccessiva tensione muscolare. Nella danza classica si può infatti confondere l’azione del “sostenere le braccia” o dello “stendere le gambe” con una eccessiva rigidità degli stessi che impedisce di compiere movimenti fluidi e morbidi. Ciò crea ostacoli anche nell’esecuzione di una coreografia di danza contemporanea o moderna dove c’è un continuo alternarsi dell’equilibrio in varie parti del corpo.

L’ ultimo aspetto su cui riflettere riguarda l’apertura mentale dell’allievo al cambiamento. Punto di partenza per migliorare come ballerino è quello di mettersi costantemente alla prova, di sperimentare nuove tecniche e stili e di avere una mente aperta e propositiva al cambiamento. Rimanere fissi e bloccati nelle proprie abitudini non permette di uscire dalla zona di confort ed è il principale ostacolo al cambiamento e, dunque, anche al miglioramento di sé. Imparare significa non solo acquisire delle conoscenze, ma anche porsi in uno spirito di continua ricerca e sperimentazione.

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                        Elisabeth Cinti

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L’autunno è arrivato e come sempre inizia un nuovo anno di danza.

La tendenza odierna di molte scuole è quella di offrire corsi di danza classica o moderna aperti anche a i più piccini.
C’è però un problema: così non si può parlare né di danza classica, né di danza moderna, né di contemporanea.

E ora spieghiamo il perché…

La danza come ogni attività fisica è una abilità che va appresa passo dopo passo, lasciando il giusto spazio alle accortezze che specialmente i bambini richiedono. Propedeutica, Giocodanza®, Avviamento alla danza, Danza Educativa, Pre-danza, molti sono i modi con cui sarebbe più opportuno indicare gli anni di preparazione alla danza nelle sue diverse sfaccettature. 

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La danza è una forma d’arte e i ballerini sono considerati artisti oltre che atleti e sportivi. Come tali, essi comunicano con il corpo, inteso come fisico e mente. Per i ballerini il corpo dunque è lo strumento, il mezzo con il quale esprimersi artisticamente. Nella danza tutti gli aspetti della forma fisica sono chiamati in gioco: una buona forma fisica è considerata alla base per ridurre il rischio di infortuni e migliorare la prestazione. La buona salute di un ballerino si traduce in una condizione di “benessere” quindi a tutto tondo. Questo significa che anche l’alimentazione influirà tantissimo sulle sue prestazioni, sul suo stato di benessere e sulla sua forma fisica. Se consideriamo che una sana alimentazione dovrebbe essere una regola per chiunque, figuriamoci per chi chiede al proprio corpo performance di alto livello. Il ballerino fisicamente in forma deve essere in grado di soddisfare i requisiti di uno specifico lavoro ad un livello ottimale.

Ma come si allena un ballerino?

Riporto qui di seguito l’elenco dei componenti di allenamento sono più importanti per un ballerino (fonte IADMS):  

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