Posts In: corsi di danza fontenuova

La segreteria apre il 4 settembre!

Orari:

9.30-12.00

16.30-19.30

Corsi di:

DANZA

-Pre-danza
-Propedeutica
-Danza classica accademica
-Danza moderna
-Danza contemporanea

BENESSERE

-PILATES
-GINNASTICA DOLCE
-GYROKINESIS®
-GYROTONIC®

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Danza Più lancia il gioco per le vacanze :

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Buone vacanze e Buon Divertimento!

 

In questo articolo riassumeremo brevemente le caratteristiche dei cinque metodi di danza classica più famosi al mondo, ossia:

  • Metodo russo Vaganova
  • Metodo inglese RAD
  • Metodo italiano Cecchetti
  • Metodo danese Bournonville
  • Metodo americano Balanchine

per scoprire le loro differenze e avere a disposizione le informazioni per riconoscerli.

 

Metodo russo Vaganova

Il metodo russo prende il suo nome da Agrippina Yakovlena Vaganova, una delle insegnanti di danza più note al mondo. Questo metodo si basa sullo studio dei singoli elementi tecnici del balletto e su un insieme di esercizi che accrescono in difficoltà nel corso degli otto anni di studio previsti.

È un metodo che punta al raggiungimento di una tecnica impeccabile, unita al lavoro armonioso di tutto il corpo del ballerino, con una cura maniacale del dettaglio.

 

 

Metodo inglese RAD

 

Il metodo della Royal Accademy of Dance britannica ha un’impostazione molto accademica e si sviluppa in diverse fasi di studio. Le fasi sono caratterizzate da un crescendo di difficoltà proprio perché puntano a preparare i ballerini alla carriera nel mondo della danza. Gli allievi iniziano da bambini con i due corsi di propedeutica (pre-primary e primary): lo studio si concentra maggiormente sull’apprendere come muoversi nello spazio attraverso il free-movement. A seguire, i cinque corsi elementari prevedono l’insegnamento anche delle danze tradizionali. Per la tecnica vera e propria, invece, è necessario aspettare i gradi superiori. Al termine dei cinque gradi ci sono i livelli dei Vocaional e Majors, più impegnativi, che preparano il ballerino alla carriera professionistica.

In generale, il RAD è un metodo che punta a formare il ballerino dall’età più tenera fino a quella adulta, attraverso un’attività sia didattica che ludica, sviluppando le capacità creative, ritmiche ed espressive dell’alunno.

 

Metodo italiano Cecchetti

Definito come “scientifico”, il Metodo Cecchetti prende il nome dall’italiano Enrico Cecchetti e si basa su principi tecnici ed estetici. Tra i principi tecnici possiamo trovare il “sistema dei giorni della settimana” che prevedere una programmazione dell’allenamento che vede passi e intensità variare nell’arco della settimana. Dall’alto lato i principi estetici riguardano più le linee e le forme del corpo in movimento nello spazio. Anche il Metodo Cecchetti prevede diversi gradi di apprendimento che formano il ballerino alla carriera professionistica nel mondo della danza.

 

 

Metodo danese Bournonville

August Bournonville fu un grande coreografo danese e, controtendenza, costruì il suo metodo rivestendo di maggiore importanza la figura maschile, al pari di quella femminile.

Caratteristici di questo stile sono il grande lavoro di piedi e l’elevazione che si ritrovano nelle sequenze, nell’ampio utilizzo della mezza punta e nei salti. Il tutto viene riproposto con simmetria ed equilibrio, che lui chiama “aplomb”, ossia l’armonia perfetta dei movimenti.

 

Metodo americano Balanchine

Utilizzato nella New York City Ballet e nella School of American Ballet, il metodo di George Balanchine ha come obiettivo quello di insegnare musicalità, purezza nelle linee, velocità e dinamica ai suoi danzatori.

Il Metodo si rivolge solo a danzatori professionisti e segna un taglio netto rispetto ai rigidi dettami del balletto classico. Acquistano maggiore spessore la musicalità, l’autonomia della danza dalle narrazioni, dinamica dei movimenti energici e fluidi, rispetto delle linee e della simmetria del corpo che si muove su traiettorie tracciate, valorizzazione di tutte le parti del corpo rompendo le rigidità classiche.

Rivoluzionario rispetto al metodo russo in alcuni elementi basilari come il peso del corpo portato in avanti, la grande ammortizzazione nella fase di atterraggio dei salti, il tallone che si alza leggermente durante il movimento, la salita e la discesa dalle punte senza il classico “saltello” ma accompagnando il movimento come se si volesse fare un relevè.

 

 

Antonella Manili

 

 

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La danza moderna ha origine nel XX secolo come segno di protesta nei confronti della tradizione accademica. Alla base delle nuove forme di espressione un fervido desiderio di liberazione dagli schemi tradizionali della danza classica e la volontà di cercare innovative modalità di comunicazione in grado di scardinare la danza dalla rigida impostazione che le era propria.

Una pioniera della grande rivoluzione che si stava mettendo in atto fu Isadora Duncan (1877-1927).

Artista anticonformista e geniale fu una delle prime ballerine a ribellarsi all’estetica accademica, danzando a piedi nudi e in tuniche leggere, liberando, così, il corpo da ogni costrizione e artificio. Duncan realizzava una danza spontanea e fluida, chiara espressione del linguaggio della natura e rappresentazione dell’interiorità, più che di regole accademiche. Al centro il ruolo della respirazione e la ricerca dell’energia interiore, vera fonte di vitalità.

A portare a compimento questa rivoluzione fu senza dubbio la danzatrice americana Martha Graham (1894-1991).

Principale obiettivo del suo nuovo modo di intendere la danza era la comunicazione; la danza doveva tornare alla sua vera essenza, quella di comunicare l’esperienza attraverso i mezzi dell’azione e percepiti dall’azione.

Punto chiave del suo metodo è la respirazione, il cui controllo dipende dal bacino, e dalla quale prendono origine una serie di movimenti.

L’esercizio della respirazione si realizza attraverso la tecnica del contraction-release, volta a opporre parti diverse del corpo per creare una spirale.

Il ciclo contrazione-rilascio si articola in due fasi:

-nella prima i muscoli pelvici profondi e quelli addominali si contraggono, in modo che il corpo assuma una forma curva e possa usare questa forma per ruotare e cambiare direzione

-nella seconda vi è il rilascio, l’energia generata dalla contrazione viene rilasciata e si diffonde in verticale verso l’alto.

Altro aspetto che caratterizza questo nuovo metodo sono le cadute, conseguenza del lavoro con il suolo e dell’esplorazione della gravità e dei pesi. Le cadute venivano realizzate in diverse direzioni, e usate per creare effetti drammatici e spiccatamente coreografici.

La danza, dunque, attraverso questo nuovo metodo si orienta verso la ricerca di una nuova forma di espressività, volta alla comunicazione della propria individualità e all’espressione di sé stessi.

Elisabeth Cinti

 

 

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Quando si parla di improvvisazione nella danza si fa riferimento alla realizzazione di movimenti in forma spontanea e non  prestabilita da una specifica coreografia. È libera espressione artistica, formata da impulsi istintivi e stati d’animo che prendono forma relazionandosi con l’ambiente.

Ciò però non significa che sia qualcosa di innato e facile da raggiungere per un ballerino. In alcuni casi, infatti, agire spontaneamente attraverso l’improvvisazione potrebbe risultare più difficile che “attenersi al copione” della coreografia.

Secondo quanto riportato nell’articolo “Improvvisazione nella danza moderna: quanto è importante per un ballerino” su acgiselle.it, l ’improvvisazione si basa su alcuni punti cardini che sono:

  • Inseparabilità: a differenza di ciò che accade con una coreografia già impostata, nell’improvvisazione la composizione e l’esecuzione del passo si presentano come due atti contemporanei e indistinti.
  • Originalità: ogni performance, se improvvisata, non sarà mai uguale ad un’altra. L’improvvisazione è unica.
  • Estemporaneità: l’improvvisazione è tale se senza una preparazione precedente (coreografia). Ciò non toglie che non necessiti di esperienza e pratica.
  • Irreversibilità: l’improvvisazione comporta il vivere il presente in tutto e per tutto. Per questa ragione ogni movimento compiuto è irreversibile, non si può tornare indietro.
  • Responsività: ossia la “capacità dell’organismo di adattare all’ambiente le proprie funzioni vitali”. L’improvvisazione è ascolto degli stimoli e risposta immediata agli stessi.

Una volta visto quali siano i concetti alla base dell’improvvisazione, ecco 8 consigli pratici per imparare ad improvvisare:

  1. Rilassarsi: è una condizione necessaria per iniziare ad ascoltarsi e prendere consapevolezza di ciò che si ha intorno
  2. Essere presente: quando si improvvisa è importante focalizzarsi sul momento senza pensare a pianificare cosa si dovrà fare o si è già fatto (irreversibilità). Questo deve servire anche per accogliere tutto quello che succede (accadimenti esteri o interiori) senza soffermarcisi e, se utile, sfruttarlo per sviluppare un movimento.
  3. Ascoltare: l’ascolto implica l’attivazione massima dei sensi. La sensibilità, infatti, ci consente sia di percepire gli stati d’animo, sia tutto ciò che accade nel contesto in cui si è inseriti (spazio, musica, persone e cose). Tutti gli elementi percepiti saranno la base per l’improvvisazione. Un “lasciarsi travolgere dall’onda” per diventare l’onda stessa.
  4. Prendila seriamente: quando ancora non si è pratici è normale sentirsi a disagio. Questo potrebbe indurre a ridere o parlare per cercare di rilasciare un po’ di tensione. Non farlo. Riconosci che hai ancora da imparare ed è normale essere impacciati. Il superamento di questi momenti è ciò che consente di migliorare e acquisire maggiore sicurezza. Un movimento percepito come “goffo” può risultare l’opposto se svolto con sicurezza e coscienza.
  5. Non criticarti: proprio per quanto detto, non ha senso essere troppo critici ed abbattersi. L’improvvisazione vive di libertà e non di costrizioni. Muoviti senza aver paura del giudizio di non fare abbastanza.
  6. Sii te stess*: lascia che il tuo corpo sia mosso solo da te. Non forzarti in movimenti che non ti appartengono solo perché ti appaiono “belli”. Ancora una volta, libertà senza costrizioni.
  7. Va bene copiare: potrebbe comunque essere di aiuto riprendere alcuni movimenti da chi abbiamo intorno (o cosa! Es. lasciarsi ispirare da una foglia che si muove al vento) o dalla memoria stessa per riprodurli mettendoci qualcosa di personale. Più che copiare, sarebbe più giusto “lasciarsi ispirare”.
  8. Non compararti con gli altri: se si è da soli o in gruppo, l’improvvisazione è qualcosa di profondamente personale e in ogni caso lecito, in quanto espressione artistica totalmente libera.

Fonti:

https://www.acgiselle.it/index.php/improvvisazione-nella-danza-moderna-quanto-e-importante-per-un-ballerino/

https://www.danceadvantage.net/improv-tips/

 

Antonella Manili

 

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Buon Natale da Danza Più!

Dicembre 24, 2022

La scuola Danza Più e lo studio Pilates e GYROTONIC® Danza Più augurano un sereno Natale ai soci, agli allievi e alle loro famiglie!

 

Esibizioni di Natale

Dicembre 20, 2022

Settimana di esibizioni natalizie!

I nostri allievi si esibiscono per le loro famiglie per festeggiare insieme l’arrivo del Natale!

Un piccolo regalo da parte degli allievi e nostro per le famiglie, gli amici e tutti coloro che ci seguono e hanno intrapreso questo percorso con noi per dirvi:

GRAZIE DI TUTTO!

 

“Non danzate i passi, ma ciò che sta dietro (o dentro) di loro, i pensieri che li generano!”

(Anonimo)

 

La danza, in quanto forma di espressione, rappresenta uno straordinario mezzo di comunicazione. In una performance, che si tratti di un balletto classico o di una coreografia contemporanea il danzatore si ritrova davanti a un compito estremamente complesso ma che, se eseguito in modo convincente, può rappresentare il vero elemento vincente dell’intera esibizione: l’interpretazione.

Parliamo, a questo proposito, dell’interpretazione emotiva ed espressiva del personaggio che si sta impersonando. Ovviamente per personaggio ci si può riferire tanto a un essere concreto (ad es. Cenerentola nell’omonimo balletto) quanto ad un’idea astratta, come avviene nella danza moderna e in quella contemporanea dove c’è una maggiore libertà di espressione svincolata dai canoni accademici, per cui più che ad interpretare una “storia”, il danzatore esprime concetti e sentimenti di ordine superiore.

Concentriamoci ora sulla prima accezione, quella che riguarda l’interpretazione di un personaggio del balletto classico.

Come si fa a “entrare nel personaggio”?

Per prima cosa è fondamentale studiare il personaggio. Proprio come fanno gli attori, il danzatore deve informarsi e carpire quante più informazioni possibili su di lui. Conoscere chi si sta interpretando permette di colorare la propria esibizione con sfumature che rendono più veritiera l’esecuzione.

Cogliere il comportamento del personaggio è il secondo passaggio. Oltre a riprodurre il modo di muoversi e di gesticolare è fondamentale comprendere i pensieri del personaggio, le sue emozioni, i suoi atteggiamenti fino ad arrivare a cercare di leggere il mondo secondo la sua prospettiva. A questo punto vi è l’immedesimazione nel ruolo. Il danzatore può così “sentire” ciò che interpreta e non limitarsi ad una mera esecuzione dei passi ma ad una vera e propria interpretazione del personaggio.

Ovviamente indossare gli abiti e acconciare i capelli come il personaggio che si vuole eseguire è un passaggio non meno importante che completa il processo.

L’obiettivo da realizzare è quello di coinvolgere a tal punto lo spettatore da portarlo a credere che ciò che sta osservando sia realtà e non finzione!

Non si può nascondere che lo studio dell’espressività sia fondamentale, tanto quanto lo studio tecnico dei passi.

 

Elisabeth Cinti

 

 

Visualizzazione: la formazione di un’immagine mentale di qualcosa

L’immaginazione è in grado di agire, anche a livello cellulare, sul nostro corpo.

La visualizzazione è una tecnica che consiste nel creare delle immagini mentali. Per esempio, nella danza si possono visualizzare dei movimenti precisi con lo scopo di:

– migliorare la percezione del tuo corpo e cosa avviene durante il movimento
– aiutare a percepire le connessioni tra le varie parti del corpo e il loro movimento
– rafforzare la capacità di ricordare una serie di passaggi
– preparare la mente e il corpo a ciò che accade, come quando ripeti un esercizio più e più volte per allenarti.

È stato dimostrato che incorporare la visualizzazione nell’allenamento del danzatore aumenta l’efficacia della performance.
Quando praticarla? Durante la tua giornata o quando il corpo inizia ad essere stanco, per cui ripetere nuovamente un determinato esercizio non aiuta. A quel punto fermati, sdraiati e visualizza quello che stavi provando.

Un consiglio per i ballerini: includi come pratica giornaliera da 10 a 20 minuti di visualizzazione.

Scoprirai come questo migliora la sintonia del movimento del corpo e aiuta a focalizzare gli obiettivi tecnici.

Anche visualizzare richiede pratica! Ecco alcuni consigli da cui partire:
– trova un momento dove dedicarti a questa pratica
– crea un ambiente adatto, confortevole e lontano da distrazioni
– chiudi gli occhi e concentrati
– se hai piacere puoi mettere della musica o rimanere nel silenzio
– concentrati sui dettagli e le sensazioni del corpo/movimento/passo su cui hai scelto di lavorare

Se ti stai preparando per un’esibizione, ecco 4 suggerimenti in più:
– l’ambiente mentale che costruirai dovrà essere più verosimile all’esperienza che andrai a vivere
– aggiungi profumi che richiamano l’atmosfera (possono essere le scarpette di danza, la lacca per capelli, qualsiasi cosa)
– aggiungi la musica in sintonia con il lavoro che andrai ad eseguire
– focalizzati su 1 obbiettivo preciso per ogni visualizzazione

I ballerini spesso elogiano la memoria muscolare e si eserciteranno fino a quando non dovranno più pensare alla coreografia. La visualizzazione permette, grazie all’utilizzo di immagini mentali, di simulare il risultato desiderato, creando un’esperienza coinvolgente nella quale corpo e mente si connettono liberi da vincoli fisici.

 

                                                             Flavia Cheli

Hai fatto caso se durante i giri tendi ad irrigidire le spalle e il collo o a serrare i denti e la bocca?

Questi atteggiamenti influenzano negativamente la riuscita dei tuoi giri

Può capitare che un danzatore, senza rendersi conto, assume atteggiamenti e
schemi posturali errati:
– irrigidire le spalle o avere la testa leggermente inclinata per tensioni
– stringere la bocca in un momento di massima concentrazione
– utilizzare in maniera errata la respirazione enfatizzando quella accessoria
– sollevare le spalle, nel momento della salita nella pirouette, per avere maggiore spinta

Da dove iniziare? Partiamo dalla testa, 5 esercizi preparatori per migliorare i giri

1) apri e chiudi la bocca senza mai richiuderla con forza
2) rilassa la mandibola massaggiandola delicatamente mentre la bocca rimane socchiusa
3) tira la lingua fuori più che puoi allungandola in avanti e poi verso il mento, poi riportala in dentro
4) massaggia le spalle per sciogliere le tensioni; mentre inspiri ed espiri muovile in su e giù e poi esegui delle circonduzioni
5) tieni le spalle rilassate mentre esegui dei movimenti molto delicati con la testa (inclinazione, flessione, estensione)

Altri 2 consigli per il tuo busto:
– focalizzati sull’allineamento della tua colonna immaginandola come un lungo asse centrale
– visualizza attorno ad esso le parti del corpo, sia quelle esterne che quelle interne (gli organi) e bilanciale e allineale tra loro: la parte avanti con quella dietro, il lato destro con il sinistro

Riassumendo: come migliorare la pirouette?

1) rompi schemi, posture e
atteggiamenti errati
2) allinea correttamente il corpo
3) conosci e visualizza le parti del corpo che ti aiutano a realizzare la pirouette
4) impara dove inizia e termina il movimento

Flavia Cheli