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Quando si parla di improvvisazione nella danza si fa riferimento alla realizzazione di movimenti in forma spontanea e non  prestabilita da una specifica coreografia. È libera espressione artistica, formata da impulsi istintivi e stati d’animo che prendono forma relazionandosi con l’ambiente.

Ciò però non significa che sia qualcosa di innato e facile da raggiungere per un ballerino. In alcuni casi, infatti, agire spontaneamente attraverso l’improvvisazione potrebbe risultare più difficile che “attenersi al copione” della coreografia.

Secondo quanto riportato nell’articolo “Improvvisazione nella danza moderna: quanto è importante per un ballerino” su acgiselle.it, l ’improvvisazione si basa su alcuni punti cardini che sono:

  • Inseparabilità: a differenza di ciò che accade con una coreografia già impostata, nell’improvvisazione la composizione e l’esecuzione del passo si presentano come due atti contemporanei e indistinti.
  • Originalità: ogni performance, se improvvisata, non sarà mai uguale ad un’altra. L’improvvisazione è unica.
  • Estemporaneità: l’improvvisazione è tale se senza una preparazione precedente (coreografia). Ciò non toglie che non necessiti di esperienza e pratica.
  • Irreversibilità: l’improvvisazione comporta il vivere il presente in tutto e per tutto. Per questa ragione ogni movimento compiuto è irreversibile, non si può tornare indietro.
  • Responsività: ossia la “capacità dell’organismo di adattare all’ambiente le proprie funzioni vitali”. L’improvvisazione è ascolto degli stimoli e risposta immediata agli stessi.

Una volta visto quali siano i concetti alla base dell’improvvisazione, ecco 8 consigli pratici per imparare ad improvvisare:

  1. Rilassarsi: è una condizione necessaria per iniziare ad ascoltarsi e prendere consapevolezza di ciò che si ha intorno
  2. Essere presente: quando si improvvisa è importante focalizzarsi sul momento senza pensare a pianificare cosa si dovrà fare o si è già fatto (irreversibilità). Questo deve servire anche per accogliere tutto quello che succede (accadimenti esteri o interiori) senza soffermarcisi e, se utile, sfruttarlo per sviluppare un movimento.
  3. Ascoltare: l’ascolto implica l’attivazione massima dei sensi. La sensibilità, infatti, ci consente sia di percepire gli stati d’animo, sia tutto ciò che accade nel contesto in cui si è inseriti (spazio, musica, persone e cose). Tutti gli elementi percepiti saranno la base per l’improvvisazione. Un “lasciarsi travolgere dall’onda” per diventare l’onda stessa.
  4. Prendila seriamente: quando ancora non si è pratici è normale sentirsi a disagio. Questo potrebbe indurre a ridere o parlare per cercare di rilasciare un po’ di tensione. Non farlo. Riconosci che hai ancora da imparare ed è normale essere impacciati. Il superamento di questi momenti è ciò che consente di migliorare e acquisire maggiore sicurezza. Un movimento percepito come “goffo” può risultare l’opposto se svolto con sicurezza e coscienza.
  5. Non criticarti: proprio per quanto detto, non ha senso essere troppo critici ed abbattersi. L’improvvisazione vive di libertà e non di costrizioni. Muoviti senza aver paura del giudizio di non fare abbastanza.
  6. Sii te stess*: lascia che il tuo corpo sia mosso solo da te. Non forzarti in movimenti che non ti appartengono solo perché ti appaiono “belli”. Ancora una volta, libertà senza costrizioni.
  7. Va bene copiare: potrebbe comunque essere di aiuto riprendere alcuni movimenti da chi abbiamo intorno (o cosa! Es. lasciarsi ispirare da una foglia che si muove al vento) o dalla memoria stessa per riprodurli mettendoci qualcosa di personale. Più che copiare, sarebbe più giusto “lasciarsi ispirare”.
  8. Non compararti con gli altri: se si è da soli o in gruppo, l’improvvisazione è qualcosa di profondamente personale e in ogni caso lecito, in quanto espressione artistica totalmente libera.

Fonti:

https://www.acgiselle.it/index.php/improvvisazione-nella-danza-moderna-quanto-e-importante-per-un-ballerino/

https://www.danceadvantage.net/improv-tips/

 

Antonella Manili

 

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Buon Natale da Danza Più!

Dicembre 24, 2022

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Buone vacanze e Buon Divertimento!

 

 

È con grande piacere ed emozione che vi aspettiamo tutti al nostro saggio di fine anno!

Appuntamento al Teatro Vigano domenica 12 giugno alle 18.30 in Piazza Fradeletto 17.

In scena “Coppelia”!

Vi aspettiamo, non mancate!

 

 

 

“Quanto è magico entrare in un teatro e vedere spegnersi le luci. Non so perché. C’è un silenzio profondo, ed ecco che il sipario inizia ad aprirsi. Forse è rosso. Ed entri in un altro mondo.”


Cit. David Lynch

 

L’ andare a teatro è una di quelle esperienze che permette all’uomo di vivere una totale sospensione dalla realtà. Lo spettatore viene trascinato in un mondo virtuale dove, attraverso la finzione della scena, viene rappresentata, in forme celate, la vita umana nei suoi molteplici aspetti.

Per questo motivo è così facile venir coinvolti in ciò che si sta guardando ed estraniarsi per poche ore dalla quotidianità.

Potrebbe sembrare banale ma, per gustare a pieno uno spettacolo (che si tratti di un balletto o del saggio di fine anno), è doveroso rispettare alcune piccole norme di comportamento che possono rendere più piacevole e piena l’esperienza tanto per sé stessi, quanto per gli altri spettatori in sala.

Eccone alcune:

  • Fare silenzio

La principale regola da seguire è quella di restare in silenzio durante tutta la rappresentazione, fatta ovviamente eccezione per gli applausi. Il chiacchierare con il vicino, lo schiamazzare o il parlare al telefono, oltre che esser causa di distrazione, sono atteggiamenti che possono recare fastidio agli altri spettatori, oltre che deconcentrare gli artisti sul palco.

  • Non usare dispositivi elettronici

Anche se può sembrare difficile al giorno d’oggi, durante uno spettacolo è opportuno spegnere il cellulare. In questo modo si può resistere alla tentazione di usarlo e scattare fotografie, messaggiare o navigare su internet. Per quanto riguarda le foto, è vietato scattarne durante lo spettacolo perché il flash potrebbe distrarre gli artisti sul palco e guastare la loro performance. Inoltre, gli schermi illuminati dei cellulari potrebbero infastidire gli altri spettatori.

É vietato anche scattare foto senza flash dal fondo della sala. Il sostare in piedi durante uno spettacolo, anche se per pochi secondi, è fonte di intralcio sia per gli allievi che potrebbero dover passare lì per raggiungere il palco, sia per il cameraman che registra il video in presa diretta e si colloca, dunque, nel fondo della sala. Per evitare di essere d’intralcio nelle vie di passaggio, ogni spettatore ha un posto assegnato, ed è quindi pregato di rispettarlo. Tali regole sono estese a tutti, senza eccezioni.

Infatti, lo scattare fotografie e il sostare in piedi in platea, anche di un solo spettatore, potrebbe legittimare l’azione e indurre gli altri ad imitarla, provocando così un disordine generale che potrebbe guastare la riuscita dello spettacolo. Vi invitiamo, dunque, ad un comportamento esemplare e civile. In fondo lo disse anche un antico saggio: “Le parole insegnano, gli esempi trascinano.”

Ricordiamo, infine, che il divieto di scattare fotografie è proprio di tutte le istituzioni teatrali e degli enti lirici. La nostra Scuola promuove la danza professionale, regole comprese. La danza è anche una questione di disciplina ed è ciò che noi insegnanti ci proponiamo di trasmettere; per questo motivo vi invitiamo a dare il buon esempio agli allievi della Scuola, esibendo un comportamento conforme alle regole e rispettoso verso gli altri.

 

  • Non consumare cibi e/o bevande

Il teatro non è un cinema. È una forma di rispetto evitare di consumare qualunque cibo o bevanda durante la rappresentazione. Vi sono infatti apposite aree, come bar o caffetterie, situate all’interno della struttura dove è possibile mangiare tranquillamente qualcosa nei minuti di intervallo o a spettacolo terminato.

 

  • Rispettare la struttura

Quando si entra in un teatro si diventa come degli ospiti in casa altrui. Il teatro è difatti un luogo pubblico ed è opportuno rispettare la struttura ospitante, evitando quindi di sporcare o rompere ciò che vi è all’interno.

…. E infine “divertirsi”

Lasciarsi trascinare dalla musica, immedesimarsi nei personaggi e staccare la mente dai problemi e dai pensieri della vita quotidiana sono atteggiamenti che aiutano a vivere a pieno l’esperienza teatrale e a gustarne ogni momento.

 

Elisabeth Cinti

 

“Non danzate i passi, ma ciò che sta dietro (o dentro) di loro, i pensieri che li generano!”

(Anonimo)

 

La danza, in quanto forma di espressione, rappresenta uno straordinario mezzo di comunicazione. In una performance, che si tratti di un balletto classico o di una coreografia contemporanea il danzatore si ritrova davanti a un compito estremamente complesso ma che, se eseguito in modo convincente, può rappresentare il vero elemento vincente dell’intera esibizione: l’interpretazione.

Parliamo, a questo proposito, dell’interpretazione emotiva ed espressiva del personaggio che si sta impersonando. Ovviamente per personaggio ci si può riferire tanto a un essere concreto (ad es. Cenerentola nell’omonimo balletto) quanto ad un’idea astratta, come avviene nella danza moderna e in quella contemporanea dove c’è una maggiore libertà di espressione svincolata dai canoni accademici, per cui più che ad interpretare una “storia”, il danzatore esprime concetti e sentimenti di ordine superiore.

Concentriamoci ora sulla prima accezione, quella che riguarda l’interpretazione di un personaggio del balletto classico.

Come si fa a “entrare nel personaggio”?

Per prima cosa è fondamentale studiare il personaggio. Proprio come fanno gli attori, il danzatore deve informarsi e carpire quante più informazioni possibili su di lui. Conoscere chi si sta interpretando permette di colorare la propria esibizione con sfumature che rendono più veritiera l’esecuzione.

Cogliere il comportamento del personaggio è il secondo passaggio. Oltre a riprodurre il modo di muoversi e di gesticolare è fondamentale comprendere i pensieri del personaggio, le sue emozioni, i suoi atteggiamenti fino ad arrivare a cercare di leggere il mondo secondo la sua prospettiva. A questo punto vi è l’immedesimazione nel ruolo. Il danzatore può così “sentire” ciò che interpreta e non limitarsi ad una mera esecuzione dei passi ma ad una vera e propria interpretazione del personaggio.

Ovviamente indossare gli abiti e acconciare i capelli come il personaggio che si vuole eseguire è un passaggio non meno importante che completa il processo.

L’obiettivo da realizzare è quello di coinvolgere a tal punto lo spettatore da portarlo a credere che ciò che sta osservando sia realtà e non finzione!

Non si può nascondere che lo studio dell’espressività sia fondamentale, tanto quanto lo studio tecnico dei passi.

 

Elisabeth Cinti